Incontro con Fabio Acampora, imprenditore milanese che con i suoi sei locali ha fatto dell’arte del ricevere uno stile di vita.
Si può parlare di libertà a livello imprenditoriale nella Milano di oggi? Per me sì, è proprio il non avere vincoli che ha fatto si che potessi fare quello ho fatto. Il mio motto è “Chi mi ama mi segua”, io ti propongo un certo stile di vita se lo accetti lo condividi, ovviamente non è possibile soddisfare il cento per cento del pubblico che è sempre alla ricerca di qualcosa di particolare, cerchi sempre di offrire una scelta, di offrire dei momenti piacevoli.
Avere un’offerta di più locali in una stessa città è frutto di un calcolo economico o dietro c’è una filosofia, un disegno… In questo lavoro il calcolo economico ha un ruolo marginale, è rimasta ancora una delle poche professioni dove i budget o i business plan hanno poco valore. Il locale lo fa la gente, il valore è il tuo pubblico, i tuoi clienti, non ci sono calcoli, è un feeling che crei con loro, questo è il valore. Il calcolo economico ci deve essere ma non è fondamentale, io ho avuto molti più problemi a passare da un locale a due, che da due a sei.
(continua…)










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